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Ritratti di Gisèle Freund

Ecco qualche famoso ritratto di Gisèle FreundDi origine tedesca, nazionalizzata francese,  laureata in sociologia e attratta dalla letteratura, diventò fotografa per caso, dopo la sua fuga dalla Germania nazista, nel 1933,  portandosi un rullino di foto che testimoniava la violenza dei nazisti contro gli studenti dissidenti.

“Per gusto personale ero portata verso la letteratura – dice nella prefazione al suo libro Il mondo e il mio obiettivo, del 1984 – ma la mia conoscenza della lingua francese era, all’inizio, troppo limitata. La fotografia invece è un linguaggio universale, che tutti capiscono. Mi ha permesso di esprimermi.”

Il ritratto è la forma a lei più congeniale. Fotografò molti dei personaggi famosi della scena politica, letteraria e artistica di questo secolo. Il primo fu André Malraux. A Parigi due librerie sulla Rive Gauche, Shakespeare and Co. di Sylvia Beach, e La Maison des Amis des Livres di Adrienne Monnier, la introducono nella cerchia di intellettuali che le frequentano: Walter Benjamin, Louis Aragon, Simone de Beauvoir, Samuel Beckett, Andre Breton, Jean Cocteau, Ernest Hemingway, Francois Mauriac, Jean-Paul Sartre, solo per citarne alcuni. In Inghilterra ritrae Virginia Woolf, Vita Sackville-West, G.B. Show, T.S. Eliot. Qui la raggiunge la notizia dello scoppio della guerra e, al ritorno a Parigi, si prepara un nuovo Walter_Benjamin_Paris_1938esilio, in Argentina.  Dopo le foto dell’alta società di Buenos Aires,  si dedica al reportage  arrivando fino in Patagonia.   In Messico frequenta Diego Rivera e la moglie Frida Khalo. Iscritta nella lista nera degli intellettuali sospettati di comunismo, fu esplusa dall’agenzia Magnum con cui aveva iniziato le collaborazioni nel 1947, grazie a Robert Capa. Tornata a Parigi, Gisèle alternò la produzione di foto a quella di saggi e libri illustrati: sue sono le immagini più famose del presidente Francois Mitterand; tra i libri pubblicati  il fondamentale Fotografia e Società (1974). Le ultime foto sono dei primi anni Ottanta, quando si chiude nella sua casa tappezzata di libri dedicandosi all’antica passione, la letteratura.

tratto  da A piece of Monologue

Portraits of Gisèle Freund – Open Culture