E Iris le scrisse: “Ti amo”

Già in altre occasioni ci siamo occupati della vita amorosa di Iris Murdoch, spesso burrascosa e qualche volta oggetto di livore postumo. E’ il caso della relazione con un suo studente, qui raccontata – ma soprattutto di quella con Elias Canetti, che in Party sotto le bombe le dedica qualche pagina feroce. “Si potrebbe definire Iris Murdoch il ragù alla Oxford. Tutto ciò che detesto nella vita inglese ha messo radici in lei. E’ facile immaginarsela mentre parla ininterrottamente ai suoi allievi, in qualità di tutor, e mentre altrettanto ininterrottamente ascolta: al pub, a letto, conversando con amanti di ambo i sessi”, scrive Canetti. (pag. 171).

Ora viene alla luce una nuova relazione, ma che fu molto significativa per la scrittrice e durò moltissimo.  Una raccolta di 120 lettere scritte da Iris Murdoch rivela  i sentimenti per una delle sue amiche più intime dai tempi dell’università. Ne parla il Daily Telegraph in  Iris Murdoch’s love for closest friend revealed in letters. La scrittrice incontrò Philippa Foot, studente di filosofia che sarebbe diventata docente al Sommerville College nei primi anni Quaranta. Nonostante la loro amicizia a volte fosse stata messa a dura prova, le due rimasero vicine ed ebbero una breve relazione alla fine del 1960.  Iris Murdoch, che ha pubblicato 26 romanzi tra il 1954 e il 1995, morì nel 1999 a causa dell’ Alzheimer.

Nelle lettere romantiche alla Foot, Iris Murdoch cita un episodio nel quale erano diventate estranee. ” Perdere te, e perderti in quel modo, è stata una delle cose peggiori che mi sia mai capitata “, ha scritto.

“Spero vivamente che ora possiamo recuperare qualcosa. Ti ho pensata così tanto in questi anni e anche sognata con sofferenza”. “Il mio solo desiderio è parlarti con il cuore”.
Dopo che si furono riconciliate diventarono più intime, e nel 1968 Dame Iris scriveva: “A volte sento di dover inventare un linguaggio per parlarti, anche se il mio cuore è colmo  di cose precise da dire.” Tu stimoli una parte molto profonda della mia anima. Abbi pazienza con me e non essere arrabbiata per le mie peculiarità. Ti amo molto.”

Secondo Anne Rowe, che dirige il Centro per gli Studi Iris Murdoch, le lettere rivestono un particolare interesse umano per la intensa relazione personale tra le due donne, che si sono incontrate la prima volta da studentesse al Somerville College di Oxford.

“Sono passato attraverso tutti gli alti e bassi dell’amicizia, ma sono rimaste molto vicine per sei decenni e, nelle fasi finali della malattia di Murdoch, Philippa era una delle poche persone – a parte il marito della scrittrice - con la quale poteva essere lasciata sola senza farla agitare”. “La potente combinazione di intuizione storica, intellettuale, politica e personale delle lettere offre un’opportunità unica per incoraggiare il pubblico ad esplorare il significato degli archivi scientifici del patrimonio britannico”, ha aggiunto.

Una mostra sulla vita di Iris Murdoch e Philippa Foot si terrà al Museo di Kingston nel maggio prossimo.

Iris Murdoch letters reveals love for close friend Philippa Foot – Guardian

Iris dove sei?

Con amore e rabbia

Iris dove sei?

Appello all’editoria italiana. Perché non si traducono, ristampano più i romanzi di Iris Murdoch? L’editore Rizzoli aveva fatto sperare in questo senso, dopo la traduzione del bellissimo – anche per le copertine che ha ispirato - Il mare, il mare e di La campana e Sotto la rete (entrambi introvabili). Poi sono usciti due saggi: Labirinto d’amore e Esistenzialisti e mistici.

Le emozioni esistono realmente in fondo alla personalità o in cima. In mezzo, sono recitate. Questo perché il mondo intero è un palcoscenico, per cui il teatro è sempre popolare ed esiste…, pensa ad un certo punto il protagonista, Charles Arrowby, dall’alto della sua fama di attore e drammaturgo sessantenne. Un personaggio che tiene avvinghiati alle seicento e più pagine di ricordi, flussi di coscienza e dialoghi, tra filosofia, diario e melò.

Eppure di questi tempi di decadenza morale la dimenticata Murdoch potrebbe essere utilmente riscoperta. Nei suoi romanzi i personaggi si dibattono spesso in interrogativi etici. La sua prima opera è dedicata a Sartre, romantic rationalist.

In questa chiave moralista è lo stesso Guardian a riscoprire oggi la scrittrice e filosofa irlandese, nell’articolo The big society must be grounded in goodness. Il quotidiano cita che in un piccolo saggio filosofico, The Sovereignty of Good (La sovranità del bene, 1970), sulla scia di Platone e Aristotele la Murdoch argomenta che le buoni abitudini producono buone azioni sociali, e sottilinea l’importanza di valorizzare il Bene nella società, non solo educando i bambini ma anche tra gli adulti, che prendono decisioni che influenzano tutti noi. Una tendenza da recuperare. Insieme ai romanzi.

 

 

Con amore e rabbia

 

Con amore e rabbia

Decisamente, la grande Iris Murdoch ispira da parte degli uomini che hanno avuto una relazione con lei una sorta di resa dei conti pubblica.

E’ di questi giorni l’uscita di un libro che rivela dettagli intimi dettagli di una relazione tempestosa durata trent’anni tra la scrittrice e un suo ex studente universitario, David Morgan. Tanto per non avere dubbi sulla burrascosità del rapporto, il titolo è With Love and Rage: A Friendship with Iris Murdoch, pubblicato in Gran Bretagna per i tipi della Kingston University Press.

Il libro racconta la storia iniziata quando Morgan aveva 24 anni e Ia Murdoch 44, nel periodo in cui era insegnante di filosofia al Royal College of Arts di Londra, dopo aver avuto cattedra ad Oxford. Il colpo di fulmine tra i due scoppiò mentre Iris Murdoch rileggeva la tesi di laurea del giovane studente, che aveva incontrato la prima volta nel febbraio 1964. Nel libro Morgan, oggi docente al Chelsea College of Art and Design, ricorda con precisione quando e come si scambiarono il primo bacio nella casa londinese di lei, mentre entrambi erano seduti su un divano a guardare le illustrazioni di un libro d’arte. Secondo David Morgan, che nel libro pubblica alcune delle lettere d’amore  della scrittrice, la loro relazione passò in breve dall”‘amore” alla “furia”.

Dopo due anni di amore intenso, i due continuarono a scambiarsi lettere, spesso incandescenti, per quasi ventinove anni. Si incontrarono per l’ultima volta nel 1995 alla stazione londinese di Paddington, un mese prima che alla ormai settantenne scrittrice fosse diagnosticato il morbo di Alzheimer. Ricordando il bacio che le dette sulla fronte, David Morgan scrive: “Iris mi riconobbe appena”.

Ma Iris Murdoch ha ispirato ben altro livore da parte di un suo ex amante,  Elias Canetti (peraltro rivelò quel suo innamoramento improvviso al marito, lo scrittore John Bayley, che aveva sposato pochi anni prima, nel 1956). Nel libro Party sotto le bombe (Adelphi) è possibile leggere una pagina  del premio Nobel della letteratura davvero velenosa (e sorprendentemente penosa) sul conto della signora. (cb)

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Sotto la rete

Il primo romanzo di Iris Murdoch, oltre che essere divertente e witty, è anche una chiave per poter apprezzare tutta la sua narrativa. Da qui parte la tendenza a far vivere una coppia di personaggi tra loro contrari, dal cui confronto si articola la materia ambigua e psicologica della sua scrittura.In questo caso si confrontano, nella Londra degli anni Cinquanta, lo scrittore e traduttore (e voce narrante) Jake, e il suo eccentrico amico e filosofo Hugo, maestro nella fabbricazione di fuochi d’artificio e nella capacità di far ‘brillare’ i qui e ora della realtà. Tra la ricerca di un tetto sotto cui rifugiarsi e i continui sensi di colpa per aver scritto un libro che vampirizza la sua amicizia con Hugo riportandone i dialoghi, Jack incontra le sorelle, entrambe attrici, Sadie e Anne. Di quest’ultima scopre di essere da sempre innamorato. Ma lei ama Hugo, che invece è interessato a Sadie, la quale è attratta da Jack.

Sembrerebbe un intreccio banalmente sentimentale. Invece l’intelligenza frenetica e inquieta del protagonista alla ricerca di una rinascita interiore dà il senso della storia. Che è, nel suo significato ultimo, la ‘discesa’ del giovane scrittore dal mondo delle idee, e delle nevrosi, a una dimensione in cui le altre persone esistono. Grazie, anche, a un confronto finalmente consapevole con l’amico – e sua antitesi – Hugo.

In tutto ciò c’è anche un cane-attore, Mars, prima rapito a fini ricattatori, poi insostituibile comprimario della nuova vita di Jack, viatico nel suo viaggio nella realtà. (cb)