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Gli amori di Mahler

Pe quanto da tempo i musicologi considerino con cautela le memorie della moglie Alma, molti accettano il ritratto del compositore come un asceta abbastanza casto, con poche storie d’amore prima di incontrare lei. Ora due studiosi sostengono che da informazioni di una sua confidente  -  e amante, Natalie Bauer-Lechner – trapelate da una lettera, Mahler al contrario ha avuto molte relazioni e infatuazioni.

La lettera, 59 pagine scritte in tedesco dal titolo Brief über Mahler Lieben – “Lettera sugli amori di Mahler” – “è un resoconto abbastanza completo delle sue storie d’amore con diverse donne, a partire dal suo coinvolgimento con Josephine Poisl, la figlia del postino in Iglau, sua città natale,” sostiene Stephen E. Hefling, uno dei studiosi, che intende pubblicare il documento. Scritta a Hans Riehl, erede della Bauer-Lechner, la lettera rivela un lato inedito, più lascivo, del compositore conosciuto per la sua  intensa, cupa aura introspettiva. Del resto è noto lo stato di disperazione in cui Mahler era piombato – al punto poi da chiedere consiglio a Sigmund Freud - quando Alma aveva avuto un’infatuazione per l’architetto Walter Gropius. Sull’episodio si era soffermato nella sua biografia monumentale anche il biografo mahleriano più autorevole, Henry-Louis de La Grange, che interpellato sul contenuto della lettera ha riconosciuto che la Bauer-Lechner è “di grande importanza” e una fonte affidabile. “Nei suoi diari è così onesta su tante cose, e ci mancherebbero molto se non li avessimo”.

Bauer-Lechner, violista, è quasi sconosciuta nell’ambiente di  Mahler. Il diario che scrisse nel corso della loro lunga amicizia – si incontrarono da studenti – fu pubblicato nel 1923, due anni dopo la sua morte (e dodici anni dopo quella di Mahler, a 50 anni), ed è una svolta importante in quello che gli studiosi chiamano Problema Alma, cioè il controllo quasi esclusivo di informazioni  esercitato a lungo dalla vedova. Bauer-Lechner è una delle più importanti fonti dirette a Mahler, soprattutto per quanto riguarda gli anni prima del matrimonio con Alma. I suoi diari sono stati preziosi per chi ama Mahler, non solo per gli specialisti. Era una musicista d spirito e stile particolari, e aveva una mente musicale percettiva. Per questo Mahler la prendeva sul serio.

Tra le amanti citate nella lettera ci sono Marion von Weber, sposata al nipote del compositore Carl Maria von Weber, e svariate cantanti liriche, in particolare le soprano Rita Michalek, Selma Kurz e Anna von Mildenburg – che – scrive la Bauer-Lechner - le disse che la loro storia d’amore era platonica. Anche se il legame di Mahler con molte delle donne citate nella lettera è noto da molto tempo, il resoconto della Bauer-Lechner dà un visione più sfumata del mondo emozionale del compositore. La discussione sulla relazione di lui con Marion von Weber, per esempio, rivela quanto fosse importante.

“Era molto appassionata, e Mahler sembra essere stato molto ingenuo al riguardo”, dice de La Grange. “Lui e Marion dissero al marito che si erano innamorati, e pensarono che sarebbe stato toccato dalla realtà. Invece mise fine alla loro storia.”

I dettagli della storia d’amore mettono la cronologia della Seconda Sinfonia in una nuova prospettiva. Mahler iniziò a scriverla nel 1888, al culmine del suo coinvolgimento con la signora Weber, ma la mise da parte dopo aver scritto un solo movimento.  Non compose più fino al 1892, quando cominciò a delineare il ciclo di Lieder Des Knaben Wunderhorn. Tornò alla sinfonia nel 1893, e la completò l’anno successivo.

In particolare il Funeral Rite (Totenfeier) del primo movimento riflette nell’eroe sofferente per un amore senza speranze, il suo coinvolgimento emotivo nella storia con Marion.

Il marito di Marion la convinse a non vedere più Mahler, e a quel punto  il compositore si trasferì da Lipsia a Praga. Pensava di aver convinto la signora Weber a raggiungerlo alle porte di Monaco, vicino a Tutzing, ma lei non si fece vedere. “Questo, secondo Natalie, è il motivo principale della grande pausa nella cronologia della Seconda Sinfonia,” afferma Stephen E. Hefling. “Quello che Natalie ci dice è che lui era molto depresso, e la sua creatività sparita. E lei più o meno si attivava per dargli fiducia. Credeva nel suo genio. “

Nathalie Bauer-Lechner racconta la propria relazione con Mahler con una prosa  ardita. “Mentre stavamo reclusi nella piccola stanza e isolati dal mondo in racconti stile Scheherazade, fino all’alba, dispiegavamo tutta la nostra vita l’una davanti all’altro”, scrive. “Senza dichiarazioni, domande, e voti, la nostra psiche e il nostro corpo si fondevano.”

La lettera offre anche nuovi dettagli sulla relazione di Mahler con i suoi fratelli, in particolare con la sorella Justine – a quanto pare lo scoglio sul quale la maggior parte delle prime avventure amorose di Mahler -  compresa quella con la Bauer-Lechner – era affondato. In qualità di  figlio primogenito sopravvissuto, Mahler accudì i suoi fratelli dopo la morte dei genitori nel 1889, e per un po’ Justine andò a vivere con lui.

“La ragione per cui tutte queste relazioni si interruppero, secondo Natalie,” afferma Hefling, “erano l’estrema gelosia e possessività di Justine.” La Bauer-Lechner potrebbe essere stato inavvertitamente la causa per cui Alma fu in grado di spezzare l’ostacolo. Justine favorì la rottura, ma questa volta – scrive la Bauer-Lechner – “lei stessa rimase sepolta sotto le rovine del tempio, mentre si  schiantava su di noi.” “Infatti non solo provocò  la rottura”, scrive, “ma anche lei fu privata di colui che non avrebbe concesso a nessun altra.” “Leggendo tra le righe”, dice Hefling, “a quel punto, Mahler disse a Justine che tutto questo non poteva continuare.” Dopo  qualche settimana si sarebbe innamorato di Alma.

Film sulla vita di Mahler, La perdizione, Ken Russell (1974)

 

 

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