Category Archives: Psicoanalisi

Un père, Lacan

E così Sibylle Lacan, seconda figlia del primo matrimonio di Jacques Lacan con Marie Louise Blondin, è morta a Parigi all’età di 72 anni. Traduttrice dallo spagnolo, dall’inglese e dal russo, conobbe una certa notorietà nel 1994 pubblicando Un père (Gallimard), libro di dolorose memorie familiari tradotto in una quindicina di lingue (in italiano è apparso dalla casa editrice Le Lettere).

«Una frase di Sibylle – scrive Giuliano Gramigna sul Corriere della Sera - condensa bene lo status di questo padre presente e assente, che ogni giovedì aveva l’abitudine di pranzare in casa dell’ex moglie, che agli anniversari non mancava mai di mandare regali sontuosi: era come se, ogni volta, “sbarcasse dal nulla”. S’intende che Lacan era fin troppo familiarizzato con le lacerazioni interpersonali, per non capire i guasti causati dalla sua “intermittenza” di figura parentale; ma vi reagiva con esprit de Lacan. Mentre qualcuno osservava a Sibylle: “Così , questo è vostro padre…”, lui chiosò con un sospiro: “Oh, padre così poco…”.

Questo dossier d’accusa (o forse di difesa) ha il carattere di un puzzle. Non segue un discorso filato, magari polemico; nasce da un accumulo di foglietti, appunti messi insieme secondo umore e ricordo. “Questo libro non è un romanzo o una (auto)biografia romanzata. Il mio scopo era altro: far riemergere dalla memoria tutto ciò che di importante, di forte, tragico o comico, avvenne fra mio padre e me…”. Uno di tali foglietti comincia: “Ho odiato mio padre per parecchi anni…”.»

Nel 2000 Sibylle Lacan pubblicò Points de suspension (Gallimard), questa volta dedicato alla madre. Dieci anni dopo la morte del padre, Sibylle decise di vendere all’asta il famoso divano psicoanalitico di suo padre. Spiegò  la sua decisione con queste parole: “Per me mio padre non sta negli oggetti. Quel che conta, e lo conservo con me, sono i miei ricordi”. Con l’asta del divano e di un’altra cinquantina di cimeli del padre, la figlia incassò una somma pari a circa 80mila euro odierne.

Lacan e l’infinito/Intervista a Massimo Recalcati 

Colazione con Lucian Freud

Due occasioni riportano in primo piano Lucian Freud,  discendente di Sigmund. La prima è offerta dalla mostra antologica a Vienna, al Kunsthistorisches Museum. La seconda è la biografia  Breakfast with Lucian  di  Geordie Greig. La mostra  viennese è stata concepita nei mesi e nelle settimane immediatamente precedenti alla morte di Lucian Freud, nel luglio 2011, in stretta collaborazione con l’artista, e presenta opere di tutta la sua produzione nell’arco di settanta anni di attività. La rassegna riunisce per la prima volta tutti i quadri che Lucian Freud stesso considerava come i suoi lavori più importanti e che aveva selezionato personalmente. Ci sono  alcuni dei suoi dipinti più famosi: ritratti di alcuni parenti di Freud, di altri artisti come Francis Bacon, autoritratti, ma anche paesaggi e nature morte. Parallelamente alla mostra il Sigmund Freud Museum di Vienna espone fotografie scattate da David Dawson nell’atelier di Lucian Freud.  Immagini che offrono uno spaccato intimo dell’artista.

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Geordie Greig  ha dovuto corteggiare il pittore per vent’anni prima di essere autorizzato.  Il sottotesto di questa pettegola biografia postuma è proprio  la storia dello spudorata battaglia di Greig per raggiungere  lo scopo. Lucian Freud disse spesso dei no. 

lucian-freud-kestrel-006A chi gli chiedeva di ripagare i debiti di gioco, a mogli e amanti e figli quando gli chiedevano soldi, fedeltà o lealtà. A chi voleva essere dipinto da lui  (con l’eccezione di Kate Moss ). E anche a molti  potenziali biografi.   La biografia  si basa in parte  su conversazioni tra i due al ristorante di Sally Clarke in Kensington caneChurch Street. Qui Freud faceva colazione, negli ultimi decenni della sua vita, con il suo fedele amico e assistente David Dawson , e con altri tra cui lo stesso Greig . A un certo punto -  cita  la  recensione del Guardian -  Greig chiede all’artista come trascorreva il suo tempo nei periodi in cui era un po’ meno maniacalmente produttivo.  “Beh, c’erano le ragazze”, osservò Freud in modo eufemistico. In effetti la sua vita si alternava  tra devozione per la sua arte e per la sua libido, e anche la biografia, accanto all’analisi della sua grandezza di pittore, affianca la numerosa parata  di mogli amanti e figure femminili. Come per il nonno, anche per Lucian la libido era centrale; ebbe molti figli, riconosciuti o meno. Ma senza quel senso di colpa così significativo  per Sigmund. 

Breakfast with Lucian – A Portrait of the Artist

Lucien Freud – Kunsthistorisches Museum, Wien