Category Archives: Psicoanalisi

Huppert/Zizek

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Slavoj Zizek:  Vorrei  parlare di un film in cui ha un ruolo protagonista e che ha avuto molto successo, La pianista di Haneke. C’è una scena molto brutale che mi ha colpito. Che – e mi fa male dirlo - mi ha reso impotente. E’ la scena in cui l’insegnante di pianoforte si lascia prendere sessualmente come un cadavere, con terribile freddezza, dal suo studente ventenne. In quell’istante, la dimensione fantasmatica è totalmente assente?

Isabelle Huppert: No, penso che il fantasma sia presente per tutto il film, che abbia un ruolo immenso il fantasma, l’immaginario. All’inizio la pianista fa del sentimento romantico un ideale altissimo, al un punto da emulare la musica di Bach. Mentre ascolta il suo futuro studente al pianoforte per la prima volta, il modo in cui suona subito la colpisce, sa che lo amerà. E tutto ad un tratto impazzisce, diventa fragile all’idea che lui l’amerà dopo una dinamica in cui la respinge. Sospetta che il suo modo di amare sia superficiale, nella seduzione, ma non nel vero amore. Lei cerca di sventare questo potere imponendo le proprie regole. Nella sua mente lei deve dominarlo prima che lui la domini. Ovviamente lei perderà la partita. Perché il giovane non afferra niente di quello che sta sotto le dinamiche  sadomaso e filiali che lei incoraggia mentre si sforza di portare la loro relazione al successo.

SZ: Qual è la sua  percezione della fine del film? Metà dei miei amici pensano che quando la pianista, delusa nel suo amore, si infila un coltello nel petto, sanguinerà fino  alla morte. Credo, al contrario, che si tratti di un suicidio fallito e che per lei questo atto si trasformi in un atto di liberazione.

IH: Qui c’è tutta l’ironia del film. In modo ridicolo lei fallisce anche nel tentativo di suicidio. Voleva fare di se stessa una grande eroina romantica, e alla fine non le è nemmeno permesso di morire come la Signora delle Camelie o Madame Bovary…

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SZ: Ah, c’è  un collegamento tra il pianista e la Madame Bovary, che lei ha interpretato nel film Chabrol?

I. H.: No, in realtà non ci sono collegamenti. Fatta eccezione per questo momento finale. Le due donne hanno in comune l’idea dell’amore assoluto, l’amore di Hollywood, quello sognato da tutte le eroine romantiche …

SZ: Ma La pianista distrugge le effimere prestazioni  romantiche dell’amore cortese?

IH: L’insegnante di pianoforte è un’eroina di lucidità; si oppone abilmente alla semplicità di coloro che l’hanno preceduta.

SZ: Insomma è un film femminista!

IH: [Ride] Totalmente.

SZ: Ho un’idea molto semplice per migliorare Madame Bovary …

IH: E’ possibile cambiare qualcosa in Madame Bovary?

SZ: Sì, sono ossessionato dall’idea che la signora potrebbe sbarazzarsi del marito e sposare il suo amante, e così avrebbe realizzato il suo sogno. Lo spazio fantastico sarebbe chiuso.  Il tutto sarebbe  assolutamente disperato e molto più interessante, no?

IH: Beh, è il motivo per cui l’insegnante di pianoforte sarebbe morta come ogni buona eroina romantica. Come Madame Bovary, lei preferisce essere disperata e interessante. Nella messa in scena di Un tram

SZ: Oh, non mi piace immaginarla in un adattamento del Tram che si chiama desiderioMi rende triste. Lei è una bella donna, e la posizione di Vivien Leigh nel film di Kazan è così depressa …

(ntervista tratta dal sito Lacan)

La pianista – BartlebyCafé

S. Zizek, Leggere Lacan – BartlebyCafé