Agatha Christie a pezzi

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Povera Agatha Christie. Ma poveri anche i futuri lettori. Ci arriva la sconcertante notizia che l‘editore britannico HarperCollins ha deciso di ridurre, semplificare, riassumere e correggere una ventina di suoi romanzi per farne libri di testo destinati a chi deve imparare l’inglese. I vocaboli sono rivisti e semplificati, i testi sforbiciati di più della metà delle pagine originali per facilitare la lettura a studenti dagli otto anni in poi.

L’editore, che tiene molto a questo nuovo progetto didattico per diffondere la lettura in lingua inglese nelle scuole del mondo, ha precisato la grande cura affinché i romanzi di Agatha Christie non perdessero il loro sapore originale. Ogni libro è stato sottoposto ai ‘tagli’ di una commissione di scrittori, correttori di bozzi ed editori, che hanno reso meno complesso il lessico per chi sta studiando l’inglese a a un livello intermedio.

Fin qui è chiara la barbarie sul testo originale. Ma anche dal punto di vista degli scolari non si ricava un gran vantaggio, come spiega con ironia un pezzo del DailyTelegraph.

“Mon Dieu, Hastings! Ecco un caso per testare le cellule grigie. Ho letto sul mio giornale, che un battello carico di cittadini stranieri ha attraccato a Dover. Metà di loro sono zitelle  con borse, l’altra metà uomini di mezza età con baffi impomatati. Si rivolgono liberamente ai funzionari con ‘vecchio mio’ e hanno chiesto di essere indirizzati al più vicino negozio di tè. Etonnant!”

No, questa non è una parodia letteraria (…) . Sembra che gli stranieri desiderosi di migliorare il loro inglese stiano per essere invitati ad affinare le proprie competenze sulle opere di Agatha Christie. Venti dei suoi romanzi più famosi, tra cui The Mysterious Affair of Styles e The Murder at the Vicarage, vengono riscritti in versioni semplificate in modo che possano essere utilizzati  per insegnare la lingua inglese. Le nuove edizioni, che saranno pubblicati da Harper Collins, saranno accompagnate da note scientifiche che inseriscono  le storie nel loro contesto storico e culturale. Dopo di che, presumibilmente, gli studenti saranno esaminati su ciò che hanno imparato. O per una anteprima della prima prova d’esame. “In un villaggio inglese si può acquistare l’arsenico a gocce? Viene servito il tè del pomeriggio in biblioteca o nel giardino d’inverno? Sono assassini più comunemente vicari, maggiordomi o attrici chiamate Myrtle?”

 

Aldilà del fatto che il mondo di Miss Marple e Poirot sono lontanissimi dall’età contemporanea,  l’autore mette in evidenza come anche dal punto di vista stilistico la scelta di Agatha Christie sia inopportuna, perché la sua prosa è tanto insipida quanto le trame sono avvincenti. E propone altri autori più adatti.

Un certo numero di maestri della prosa inglese offrirebbe una migliore introduzione al linguaggio di Agatha Christie: Jane Austen, Arthur Conan Doyle, CP Snow, Ian Fleming, Muriel Spark, Graham Greene, AS Byatt, Alan Hollinghurst. L’elenco potrebbe continuare a lungo. Ognuno di essi ha uno stile distintivo, ma, per chi vuole passare al di là del frasario inglese, visualizza una vividezza colloquiale che non troverete in Christie. Anche JK Rowling, non Oscar Wilde, sarebbe una guida più affidabile per l’inglese parlato nel XXI secolo. La sua prosa nuda e cruda ha deliziato milioni di persone. La gente si identifica con Harry Potter in un modo che non potrà mai verificarsi per quei pezzi da museo scricchiolante che sono Hercule Poirot e Miss Marple.

L’articolo si chiude con una spassosa domanda.

Un sacco di stranieri – non a torto – ritiene che questo è un Paese più attaccato al suo passato che al futuro. Perché dare ai critici ulteriori munizioni sospingendo studenti provenienti da Praga, Mumbai e Singapore in una Inghilterra di glicine e tende di pizzo, sherry e focaccine tostate, una terra dove la gente si veste per la cena, si ritira nella sala da fumo, e poi colpisce il prossimo alla testa con corpi contundenti?

A queste domande se ne può aggiungere un’altra, in margine alla grave mancanza di rispetto delle opere originali. C’era bisogno di riscrivere e tagliare dei libri per farne libri di testo? Non si poteva trovare qualcosa di più adatto? Che ne è del buon vecchio pragmatismo inglese?

5 thoughts on “Agatha Christie a pezzi”

  1. Per fortuna che gli inglesi sanno ironizzare su se stessi strappando anche un sorriso. Detto ciò non trovo l’idea del progetto didattico della Harper&Collins così balorda. Agatha Christie fa parte di un genere, è “il “genere per antonomasia e il semplificare i suoi testi non dovrebbe ridurne l’efficacia se il lavoro dei professionisti del restyling viene fatto a regola d’arte. Non ci sono autori più adatti di altri, tutto può trovare un ampio pubblico ovunque nel mondo. Nel caso specifico “quei pezzi da museo scricchiolante che sono Hercule Poirot e Miss Marple” rappresentano un mondo irrinunciabile e pazienza se la trama è più avvincente della prosa o se “Anche JK Rowling, non Oscar Wilde, sarebbe una guida più affidabile per l’inglese parlato nel XXI secolo” . La bravura nel fare i tagli si vedrà proprio da questo. Più che altro l’editore si è preso una gran bella gatta da pelare e una responsabilità non indifferente nei confronti di tutti quelli (moltissimi) che vorranno imparare una lingua proprio per mezzo di Poirot e Miss Marple e che godranno non poco nel pensare (in inglese) a quella gente strana che vive fra “glicine e tende di pizzo, sherry e focaccine tostate, si veste per la cena, si ritira nella sala da fumo, e poi colpisce il prossimo alla testa con corpi contundenti”.

    Federica Galetto

    1. Il fatto che Agatha Christie scriva romanzi di genere non le toglie ai miei occhi il rispetto per le sue opere, così come le ha pensate e scritte. Mi sembra un lavoro inutile e anche mortificante, oltre che anti didattico in generale, mettersi a sostituire il lessico, accorciare le pagine, ricucire la trama. Questo lavoro semmai lo farei su Harry Potter, ma anche in quel caso di ‘super-genere’ preferirei mantenere la versione integrale.

      Certo, certe proposte alternative che fa l’autore sono provocatorie. Userei Jane Austen , per esempio. Magari cercherei dei racconti, forse la misura ideale per lezioni intense.

      E verissimo che molti amano i cliché british, ma proprio per questo non li avrei ‘profanati’ con aggiustamenti vari.

  2. Ma quando si deve imparare una lingua, anche Miss Marple potrebbe essere troppo difficile da affrontare in versione integrale. Potersi avvicinare a testi complessi per gradi potrebbe poi invogliare a leggere il testo originale, una volta in grado di farlo. Invece, di solito, arrivi all’università e ti trovi a dover affrontare testi originali di autori che sono pilastri della letteratura senza riuscirci poi neanche troppo bene, se non sei superdotato e superbravo. Insomma, voglio credere che questo progetto abbia una sua utilità, se non altro didattica.

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